Beato Andrea da Mascioni

Nel 1397 nacque a Mascioni di Campotosto da una modesta famiglia Andrea Artesi, all'età di sette anni fu incaricato di custodire il piccolo gregge del padre ma presto, a 14 anni vestì l'abito degli Eremitani di S. Agostino nel convento di Montereale(1411) dalle mani di Padre Pietro. Nel 1422 ricevette il sacramento dell'ordine Sacro e nel 1430 partì per Montpellier come consigliere e compagno di viaggio del Beato Agostino Romano. Nel 1433 fu eletto Dottore in filosofia, teologia e diritto canonico presso l'università di Siena. Nel 1443, 1473, 1477 fu eletto Provinciale della vasta provincia agostiniana dell'Umbria. Nel 1459 fu priore e reggente dello studio di Siena. Muore a Montereale il 18 aprile del 1479, il corpo è esposto per 30 giorni continui e fu durante questo periodo che si verificarono ventisette miracoli. Il titolo di Beato che il popolo gli tributò subito dopo il suo decesso, fu confermato da papa Clemente XIII l'11 febbraio 1764. Nel 1694 gli abitanti di Mascioni eressero un'artistica chiesa al loro Beato; purtroppo un terremoto la rese pressoché inservibile e grazie all'obolo del generoso popolo di Mascioni venne restaurata immediatamente. Come nel L'Aquila si è verificato che il Beato Antonio, nativo di Milano, per essere morto a L'Aquila è noto come Beato Antonio del L'Aquila, così il beato Andrea nativo di Mascioni per aver vestito l'abito religioso nel convento di Montereale e per averci dimorato gran parte della vita ed esserci morto è stato designato ed è noto come il Beato Andrea da Montereale( al tempo del nostro Beato, i religiosi nel lasciare il cognome prendevano quello del convento in cui vestivano l'abito e di cui si consideravano i figli). Nel 1787 il sacro Corpo del Beato fu rimosso dall'altare Maggiore e trasferito nell'attuale sontuoso deposito della cappella a lui intitolata, nella chiesa di S. Agostino a Monterele. La devozione per il Beato Andrea crebbe così fortemente che, nel 1789, il re Ferdinando IV delle Due Sicilie con un editto (scolpito in pietra nella Cappella del Beato ) dette disposizioni sulla riapertura del Sacro Deposito, qualificando con l'uso della parola "Santuario" la chiesa per la notorietà cui era assunta per i frequenti pellegrinaggi dall'Abruzzo e dal napoletano.

 

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