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Il Baccalà della Sposa Un'usanza tipica della cultura di Campotosto è il "Baccalà della sposa" che si prepara in occasione delle nozze dei ragazzi e delle ragazze del luogo. I festeggiamenti vengono organizzati solitamente nei "tre giorni" che precedono il giorno delle nozze. Il baccalà viene dissalato e tenuto a bagno per alcuni giorni e condito con olio e prezzemolo e poi servito insieme con le olive il tonno i carciofini le mortadelle ed altri stuzzichini a parenti amici e forestieri che vanno a dare gli auguri allo sposo o alla sposa rallegrati dal suono dell'organetto che fa da contorno alla festa. I Porcini Tra i prodotti tipici del sottobosco soprattutto di faggio, troviamo il porcino; fungo di qualità eccellente che viene utilizzato come base per la preparazione di gustosi piatti. Vista la sua elevata qualità dal punto di vista commerciale, sta nascendo ad Ortolano un'iniziativa volta a creare in loco un laboratorio per l'essiccazione e la preparazione dei porcini sott'olio. Il Coregone Pesce tipico del Lago di Campotosto è il coregone o lavarello; è un pesce di origine subalpina che nel nostro lago ha trovato un habitat ideale. Predilige infatti le acque piuttosto fredde e si trova nelle acque più basse nel periodo della riproduzione. L'allevamento viene effettuato sul posto, le uova raccolte sono collocate in un incubatoio dove si aspetta la nascita degli avannotti, che dopo un periodo di allevamento vanno a ripopolare le acque del Lago. Grazie anche alle acque molto pulite, la qualità delle carni del coregone è eccellente e si presta molto bene ai diversi modi di preparazione. Per far conoscere queste squisite carni probabilmente da quest'anno verrà organizzata in agosto a Mascioni la prima Sagra del coregone. Il Pecorino L'economia di Campotosto sin dai tempi più antichi era incentrata sulla pastorizia, soprattutto quando si poteva sfruttare la grande pianura prima che fosse ricoperta dall'acqua. Nel periodo invernale, a causa della rigidità del clima e della mancanza di ricoveri per il bestiame veniva praticata la transumanza attraverso i tratturi che portavano alla campagna romana. Oltre alla qualità della carne ovina veniva fatto un ottimo formaggio pecorino che poteva essere gustato sia fresco che stagionato. Anche oggi, nonostante il Lago abbia preso il posto dell'enorme pianura, nel periodo estivo pascolano circa 20.000 capi di bestiame. La tecnica per fare il formaggio è rimasta la stesa, con gli stessi attrezzi, stessi contenitori e stessa qualità del latte. |
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